Archivio dell'autore: Alessandro Vitali

Elogio della follia

Elogio della follia

Osservate con quanta previdenza la natura madre del genere umano ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia.

Infuse nell’uomo più passione che ragione perché fosse tutto meno triste.

Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza, la vecchiaia neppure ci sarebbe.

Se solo fossero più fatui, allegri, dissennati, godrebbero felici di un’eterna giovinezza.

La vita umana non è altro che un gioco della follia.

Il cuore ha sempre ragione…

https://www.youtube.com/watch?v=hJCgvYL6sUk

Il grande Gatsby al cinema

Buonanotte lettori, sono fresco di ritorno dal cinema dove ho visto “Il Grande Gatsby”. Mi avevano detto che faceva schifo, però ho amato così tanto il libro che non potevo non andare a vedere cos’avevano combinato. Devo dire che nella prima mezzora l’impulso di uscire dalla sala era molto forte e sembrava più una commedia che “Il Grande Gatsby”. Purtroppo quando si legge il libro prima e se ne è soddisfatti, il film ti delude nel 99% dei casi, perché non rispetta mai la tua immaginazione che ha già costruito un film che per la tua mente è il migliore possibile. Poi io che sono uno che si fa sempre dei gran viaggi mentali, nella mia mente mi costruisco sempre film migliori della realtà. Tuttavia devo dire che dopo la prima mezzora disastrosa il film si riprende e segue abbastanza il libro (ho apprezzato tantissimo che sia stata ripresa la frase finale del libro). Insomma non è un capolavoro come il libro, ma è un film che scorre via bene e si può guardare.

« Gatsby credeva nella luce verde, nel futuro orgiastico che anno dopo anno si ritira davanti a noi. Ieri ci è sfuggito, ma non importa: domani correremo più forte, allungheremo di più le braccia … e un bel mattino…
Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato. »

Tempi moderni

Vi ricordate quel programma di Daria Bignardi che si chiamava “Tempi moderni”? Io ricordo che partiva la canzone “The passenger” e poi scendevano dei tipi strani che mi facevano molto ridere e raccontavano le loro esperienze di vita assurde. Era il 2000 circa e una volta per prendere in giro i miei genitori, che dopo il divorzio dovevano sembrare più giovani di quello che erano gli dissi che mi sarei aspettato di vederli scendere la scalinata un giorno a raccontare la loro esperienza di vita. Ci facemmo una risata su e morì lì. Però in fondo ripensandoci lo dicevo perché una decina di anni fa era quasi una rarità esser divorziati, nonostante mia nonna mi portasse le statistiche e i racconti di tutte le coppie che si erano lasciati a Bologna e dintorni. A dieci anni circa da quel periodo mi sono chiesto cosa dovrebbe scendere oggi da quella scalinata per sconvolgermi? Cosa dovrebbero raccontarmi per farmi restare a bocca aperta? Ho chiuso gli occhi, ho messo la canzone e boh non mi è venuto in mente nulla. E’ brutto per uno scrittore vivere in un mondo che toglie l’immaginazione, toglie lo spazio di inventarsi qualcosa. Vi giuro che negli ultimi periodi “ho visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare”. E allora forse dovrò scrivere una storia di una coppia giovane normale dove un ragazzo e una ragazza si conoscono a scuola, stanno insieme per tutta la vita amandosi, fregandosene di tutto e di tutti. Lui le apre la portiera della macchina, le porta i fiori raccolti nel prato, lei gli cucina la cena quando torna da lavorare e lo sveglia con un bacio ogni mattina fino a quando sono vecchi e stanno su una panchina con i loro nipoti a raccontar loro il giorno che si conobbero. Si ecco forse sarebbe questo che mi stupirebbe al giorno d’oggi, l’eccezionalità di una vita normale.

Bentornato a Itaca

Scusate lettori se vi ho trascurato in questi giorni e non ho scritto molto, ma come avrete già capito sono uno che vive e scrive con il cuore. Ora c’è un gatto che sta giocando con il mio cuore un po’ come se fosse un gomitolo di lana, io vago come uno zombie per la mia vita cercando il mio cuore, un giorno presto o tardi che sia lo troverò per terra un po’ più rovinato di come l’avevo lasciato e lo rimetterò al suo posto. Intanto vi racconto un altra storia. Quella di un Ulisse moderno, che è tornato a casa dopo otto anni. Che strano tornare nella polverosa Itaca dopo tanto tempo. Quanti ricordi nascosti tra le mura: ogni cassetto, ogni piatto, ogni tazzina nascondono momenti felici. Quanti sorrisi che mi ha fatto fare aprire il primo cassetto dei ricordi, quante cartoline, quante foto e lettere. Amo le lettere, non ne ho mai buttata una. Per questo maledico internet e gli sms, perché mi hanno privato di averne qualcuna in più. E’ stato bello rileggere lettere di donne che il viaggio della vita mi aveva fatto momentaneamente dimenticare, quanta leggerezza c’era nell’adolescenza, tutto era più facile. E mi ha fatto sorridere quando la signora che era con me ha notato un cancellino basso e ha detto: “Ah c’erano anche dei bambini qua”. Se solo avesse saputo che ero io quel bambino che scorrazzavo per casa anni fa. Comunque si ci sto pensando di ritornare a Itaca, certo non ho trovato nessuna Penelope ad aspettarmi ed è stato un po’ doloroso, però Itaca è casa mia.

Se mi lasci ti cancello

Oggi ho deciso di omaggiare un film che ho visto ieri: si tratta di “Se mi lasci ti cancello” con Jim Carrey e Kate Winslet. Non lasciatevi ingannare dal titolo come avevo fatto io inizialmente e non pensate che sia la solita commedia americana senza grandi contenuti, perché invece è un film molto profondo e romantico. La trama racconta di una coppia che si lascia e per dimenticare tutti i ricordi si affida a una nuova pratica scientifica capace di eliminarli dalla mente. Non voglio svelarvi il finale e il proseguimento del film, vi invito però a guardarlo perché a mio parere ne vale la pena. Intanto vi riporto un paio di citazioni del film che meritano:

“Pensieri sparsi, per il giorno di San Valentino 2004. Oggi è una festa inventata dai fabbricanti di cartoline d’auguri per fare sentire di merda le persone.
Non sono andato al lavoro oggi, ho preso il treno per Montauk, non so perché, non sono un tipo impulsivo. Forse mi sono svegliato solo un po’ depresso. Devo far riparare la macchina. [chiama al lavoro da una cabina] Ciao Cindy, sono Joel, Joel, non mi sento molto bene stamattina, no, intossicazione alimentare credo.
Che schifo di freddo su questa spiaggia. Montauk a Febbraio, geniale Joel, geniale!
Pagine strappate. Non mi ricordo d’averlo fatto. Sembra la prima cosa che ci scrivo sopra da due anni. La sabbia è sopravvalutata, sono solo sassi minuscoli. Se riuscissi a incontrare qualcun’altra. Le probabilità che questo succeda sono sempre di meno visto che non sono capace di stabilire un contatto visivo con una donna che non conosco. Forse dovrei tornare con Naomi. Lei era carina. Era bello che fosse carina. Lei mi amava”.

“Puoi cancellare qualcuno dalla tua mente, ma farlo uscire dal cuore è tutta un’altra faccenda”.

Il terremoto in Emilia

E’ già passato un anno: si sa il tempo vola… Sembrava ieri quando ero seduto sul divano e iniziai a sentire un rumore forte di sottofondo. Pensai che era il vento. Poi mi chiesi come era possibile però che facesse un rumore così forte e allora iniziò a tremare tutto, non solo il divano, ma la palazzina intera. Capii che era il terremoto, pensai di lanciarmi giù per le scale scalzo alla velocità della luce, ma poi ripensai che anche le scale sarebbero potute crollare. Non c’era nulla da fare. Rimasi immobile e pregai tutti gli dei che non succedesse nulla. Mi ascoltarono e la scossa finì. Chiamai le persone che amo di più e stavano tutti bene, alcuni non se ne erano nemmeno resi conto. Quella notte andai a dormire in macchina, pensando che sarebbe stato da stupidi morire in casa per un’altra scossa dopo aver sentito l’avvertimento di Madre Natura. Il giorno dopo però capii che bisognava ritornare in casa. Non c’era molto da fare, ci sono cose che non possiamo controllare e se doveva crollare la mia palazzina si vede che era destino. La mia palazzina non crollò, la paura però durò settimane e quella sorta di sismografo artigianale, costruito per capire se le scosse erano vere o frutto della nostra immaginazione, è ancora sullo scaffale. La cosa bella del terremoto è stato vedere la reazione della mia gente, come ha risposto l’Emilia. Nessuno si è arreso e tutti si sono rimboccati le maniche per ricostruire e ripartire a prescindere dalle decisioni di Roma. Il terremoto mi ha reso ancora più orgoglioso di essere emiliano, perché l’Emilia è lì, in alto a sinistra, l’Emilia è il cuore dell’Italia.

Emilia cuore dell’Italia

Amore

L’amore è sofferenza, pianto, gioia, sorriso. L’amore è felicità, tristezza e tormento. Non si ama con il cuore si ama con l’anima che si impregna di storia, non si ama se non si soffre e non si ama se non si ha paura di perdere. Ma quando ami vivi, forse male, forse bene, ma vivi. Allora muori quando smetti di amare, scompari quando non sei più amato. Se l’amore ti ferisce, cura le tue cicatrici e credici, sei vivo. Perché vivi per chi ami e per chi ti ama.

Alda Merini

Capitolo 2 – Il salvatore

Il salvatore

La guerra è dura, il destino continua a colpire e ormai ho perso la concezione del dolore. Non capisco più dove ho male e perché. Se è frutto dei colpi subiti in passato o di quelli che continuano ad arrivare. Ormai sono tutto tumefatto, livido. Gli occhi sono due fessure e la realtà è annebbiata dalla fatica e dalla sofferenza. Chiudo gli occhi e vedo i tulipani bianchi, sento quel profumo di mela verde, odo il rumore del mare e delle risate mentre ci scattavamo quelle ultime foto insieme. Poi il destino ci mette del suo e mi pone davanti agli occhi continui segnali di quel Noi che ora non c’è più. Quanto è difficile dimenticarla… E dire che di prove ne ho superate e di fatti da dimenticare nella mia vita ce ne sono stati tanti. Però avevo sempre fatto fatica e adesso la storia si ripeteva. Per fortuna c’era sempre lui, il salvatore, che trovava un modo per riprendermi e farmi sorridere. E dire che tra di noi non era nata nel migliore dei modi. Quando avevo saputo della sua nascita ero rimasto totalmente indifferente, anzi un po’ spaventato dal fatto che potesse rubarmi il posto nel cuore di mio padre. Un fratellastro con vent’anni in meno, l’avrei visto una volta alla settimana per un paio d’ore quando andavo a cena a casa loro. Di certo non mi sarei mai affezionato a lui, il frutto della nuova famiglia di mio padre. Rifiutavo il fatto che avesse preferito un’altra a mia madre e ora avrebbe fatto uguale col nuovo arrivato. L’unica cosa che mi rendeva “felice” era che ora ero “l’uomo di casa”, da principe ero diventato Re e mi piaceva quando mia madre mi chiedeva di portare in casa la spesa o di accompagnarla al supermercato. Mi sentivo importante per la mia famiglia più di quanto possa esserlo uno stupido principino. Tutto l’astio per il mio “fratellastro” sparì però il giorno che nacque: ricordo ancora quando andai all’Ospedale di Faenza a vederlo, mi accompagnò mio zio con la sua moto sportiva. Arrivai là e mio padre me lo diede in braccio: era scuro dallo sforzo, cicciottello e non era bello come tutti i bambini appena nati. Avevo il terrore che mi cadesse e la grazia nel prenderlo di un elefante indiano, però da quel giorno iniziò a tirarmi su dal baratro.

Quanto è dura ripartire

Oggi mi sento un po’ come quei pirla… ehm scusate atleti chiamati “strongman” che si dilettano a fare cose da veri uomini come spostare pesi incredibili, sollevare piloni di ruote e tirare camion. Ecco si, in questo periodo mi sono messo a guardare solo in avanti e a tirare; prima di partire me la sono raccontata e ho urlato che sono io lo strongman più forte e che adesso il camion lo tiro e lo butto in mare in cinque minuti. Sono anche partito bene e il camion si è mosso, sembrava un gioco da ragazzi, ma poi ho notato che la strada era un po’ in salita. Non tanto, ma quel cazzo di camion mi ritirava indietro. Ho pensato per un attimo che ci sarei finito sotto e che in fondo poi almeno tutta quella cazzo di fatica sarebbe finita. Ma poi mi sono detto che io ero lo strongman, mica una mammoletta qualunque e così sono tornato a tirare. Mi guardavo intorno cercando una mano da tutti, ma il massimo dell’aiuto era un “dai che sei forte, che sarà mai per te un camion, sei uno strongman”. Dentro di me li ringraziavo e li maledicevo, che ne sapevano loro di tirare camion… Ma poi perché dovevo fare lo strongman e spostare il camion col collo? Non potevo salire e mettere in prima come tutti? Non voglio mollare, ma sto camion non si muove di un centimetro.

Sesso e amore

Anche se in orario da fascia protetta mi stavo interrogando sul sesso e l’amore e su quanto possano influire l’uno sull’altro. Esiste sesso senza amore? E amore senza sesso? Quanto conta il sesso nell’amore? Che relazione c’è tra sesso e amore? Il sesso è frutto dell’amore o è l’amore che è frutto del sesso? Devo dirvi che una risposta a tutto non so darla, anzi se volete rispondermi e aiutarmi ne sarò molto lieto, però insomma ci provo a darvi una mia idea delle cose. Intanto cominciamo con il contraddire il buon Venditti che dice “non c’è sesso senza amore”. Mi dispiace Antonello, fai belle canzoni ma io sesso senza amore l’ho fatto e quindi deve esistere. Subito dopo averne ammessa l’esistenza però ti devo dire che sono d’accordo con te e fa schifo e non ha molto senso di esistere. Dopo averlo fatto ci si sente sporchi dentro, si ha voglia di alzarsi da quel letto, si trova una scusa per andarsene e si va a casa a farsi una doccia per togliersi quegli odori che ti infastidiscono. E’ un po’ come mangiare un gelato quando sei a dieta, per pochi minuti di piacere ne passi tanti a pentirti di averlo fatto. Quindi la prima conclusione è che non c’è buon sesso senza amore. A volte però mi è capitato di trovare una persona perfetta  per me, con il libro che amo sul comodino, la tessera del mio partito nel portafoglio (belli i tempi in cui credevo ancora nella politica), si andava al cinema a vedere quel film che interessava a tutti e due e poi se ne parlava e ci si trovava d’accordo su tutto. Dopo tutto questo però si andava a letto e boh si era bello, ma era più bello forse parlare del film… Mi è capitato anche il contrario però di stare con ragazze con cui divergevamo su tutto, lei vegetariana io amante della grigliata, lei di destra io di sinistra, lei la domenica in chiesa e io allo stadio in curva; però quando si finiva a letto parlavamo la stessa lingua. Quindi la seconda conclusione è che non sempre chi è perfetto per la nostra mente è perfetto per il nostro corpo e viceversa. Dopo tutta questa digressione sono ancora più confuso di quando ho cominciato a scrivere: l’unica cosa di cui sono certo è che il miglior sesso l’ho fatto con le persone che sentivo di amare e quindi per me più ci si ama e più il sesso è bello. Sono due cose legate da un filo, anzi da una corda di acciaio, non possono essere slegate. E quando hai finito di fare il sesso con amore non hai voglia di scappare, di alzarti e di vestirti; staresti su quel letto ore abbracciato ad assaggiarsi e ad annusarsi, fino a quando ti tornerà voglia di fare l’amore e il sesso non esisterà più, sara solo Amore con la A maiuscola.