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Il terremoto in Emilia

E’ già passato un anno: si sa il tempo vola… Sembrava ieri quando ero seduto sul divano e iniziai a sentire un rumore forte di sottofondo. Pensai che era il vento. Poi mi chiesi come era possibile però che facesse un rumore così forte e allora iniziò a tremare tutto, non solo il divano, ma la palazzina intera. Capii che era il terremoto, pensai di lanciarmi giù per le scale scalzo alla velocità della luce, ma poi ripensai che anche le scale sarebbero potute crollare. Non c’era nulla da fare. Rimasi immobile e pregai tutti gli dei che non succedesse nulla. Mi ascoltarono e la scossa finì. Chiamai le persone che amo di più e stavano tutti bene, alcuni non se ne erano nemmeno resi conto. Quella notte andai a dormire in macchina, pensando che sarebbe stato da stupidi morire in casa per un’altra scossa dopo aver sentito l’avvertimento di Madre Natura. Il giorno dopo però capii che bisognava ritornare in casa. Non c’era molto da fare, ci sono cose che non possiamo controllare e se doveva crollare la mia palazzina si vede che era destino. La mia palazzina non crollò, la paura però durò settimane e quella sorta di sismografo artigianale, costruito per capire se le scosse erano vere o frutto della nostra immaginazione, è ancora sullo scaffale. La cosa bella del terremoto è stato vedere la reazione della mia gente, come ha risposto l’Emilia. Nessuno si è arreso e tutti si sono rimboccati le maniche per ricostruire e ripartire a prescindere dalle decisioni di Roma. Il terremoto mi ha reso ancora più orgoglioso di essere emiliano, perché l’Emilia è lì, in alto a sinistra, l’Emilia è il cuore dell’Italia.

Emilia cuore dell’Italia

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