Archivio dell'autore: Alessandro Vitali
Il cuore ha le sue ragioni

Il protagonista del libro è Guido, chirurgo affermato di Bologna, tanto bravo sul lavoro quanto confusionario in amore. Attorno a lui scopriamo tante figure femminili e l’amico Dumbo, sempre pronto ad aiutarlo e a dargli consigli. Nel libro viene analizzata la difficoltà che si trova nei rapporti amorosi, si vede come le storie passate influiscono sulle scelte future e come storie non chiuse si ripresentano poi sempre a “chiedere il conto”, perché si può riflettere e ragionare finché si vuole ma alla fine anche il cuore ha le sue ragioni e sono sempre più grandi di tutte quelle che può produrre la nostra mente.
“Ho sempre tentato di dimenticarti, di innamorarmi di nuovo, ma… niente. Non mi è mai riuscito con nessuno, veramente. Devi credermi, è stata anche una sofferenza dover combattere con qualcuno che non c’era più, eppure non voleva scomparire.”
“A cosa è servito scappare da te per tutto questo tempo, per poi ritrovarmi qui, per caso… e scoprire che per me da allora non è cambiato niente?”
Giudizio personale: 7 Il libro è scritto bene, scorre via veloce e la trama è interessante. E’ uno di quei libri dove ognuno di noi si rivede e si ritrova un po’ tra le righe della storia, anche perché i personaggi sono descritti veramente bene sotto il punto di vista psicologico. Purtroppo quello che non mi è piaciuto molto è il finale, l’autore lo lascia sospeso per farlo immaginare al lettore, però questa scelta non mi ha convinto, mi è sembrato un po’ monco, troppo aperto. Tuttavia lo ritengo un libro da leggere, non richiede un gran impegno, ma fa comunque riflettere…
Notte prima degli esami | Bianconiglio
Non cito la canzone di Venditti perché una mia amica mi ha detto che Venditti porta sfiga, soprattutto prima degli esami e allora non parliamo di Antonello, preghiamo tutti gli dei presenti anche nelle religioni che non conosciamo e andiamo a dormire. O almeno proviamo ad andare a dormire… Perché la notte prima degli esami in fondo non si dorme mai bene e tanto. Si pensa sempre al nemico, al professore che magari mi chiede proprio quel capitolo che non ho letto. Lo leggo? Ma dai è così inutile, tra tutto il programma. Però cazzo con la sfiga che ho sicuro mi chiede quello. Allora lo leggo e finisci così per fare le tre di notte e renderti conto che non ti ricordi nulla. Bene, sei spacciato… Chissà che figuraccia, dovrò berci su… Però se mi chiede quello che ho imparato benissimo lo frego e poi prendo un bel voto e mi sbronzo! Anche se poi devo già studiare per l’esame di lunedì e magari sbronzarmi non è una buona idea. La vita in fondo è sempre un insieme di esami e dopo un esame c’è sempre un buon motivo per bere, quindi che vada bene o che vada male domani sera un bel bicchiere di vino, uno spritz o un long island non me lo toglie nessuno. Buona notte e in bocca al lupo per il vostro esame di domani, qualunque esso sia…
La prima copia | Bianconiglio
Oggi ho regalato la prima copia. E a chi non regalarla se non al mio adorato fratellino, che ho visto crescere come un figlio. Avevo già pensato di donargliela quando avevo scritto una delle poesie per lui. Pensavo che magari non avrebbe apprezzato, ma invece i bambini ti sorprendono sempre e mi ha quasi commosso… Dopo che l’aveva letta con sua madre, oggi è venuto a dirmi: “Ale, ho letto la tua poesia su di me. Devi cancellarla dagli altri libri, non vogliono che la leggano altre persone. E’ troppo bella quella storia, è un nostro segreto. Non voglio che la legga nessuno… Le poesie sono segreti”. Poi mi ha abbracciato. Quanta saggezza che c’è nascosta nei bambini…
Una promessa ai miei lettori
Ho appena finito di leggere l’interessantissimo saggio scritto dal mio prof. sulla “Trasparenza nella Costituzione italiana”. Mi dispiace perché probabilmente è stato il miglior professore che ho incontrato però leggere queste cose mi sembra un po’ come quando a scuola ti obbligavano a mangiare i fagiolini. Non c’è nulla di più brutto che dover leggere qualcosa che non ci interessa e lo dice uno che ama leggere (però quello che pare a me). Se fossi il Ministro dell’Istruzione, creerei un’Università dove l’alunno sceglie le materie che vuole e si decide il programma di studi che più gli aggrada. Non riuscivo a finire questo saggio perché continuo a pensare al mio libro, a come incastrare la trama, a dove inserire i personaggi, dove farli incontrare, cosa fargli dire. Voglio che mi esploda dalle vene questo romanzo e così mi sto allargando i tagli per far scorrere meglio l’inchiostro, anche se, come ovvio, un po’ brucia aprire vecchie ferite, ma per voi lettori questo ed altro. Darò tutto me stesso, dalla prima all’ultima pagina, è una promessa.
L’emozione di vedere un libro col proprio nome
Devo dire che continuo a guardarlo e continuo a sorridere, un po’ come se fosse la ragazza che mi piace che mi fissa dall’altra parte del tavolo. Distolgo lo sguardo, ma poi mi rigiro ed é ancora lì. Quel libro col mio nome. Avrei preferito essere il primo della lista, ma purtroppo la maledizione del cognome che comincia per V mi ha relegato in fondo, ma va bene comunque. Magari la prossima volta sarò da solo così sarò il primo per forza. Rileggo quello che ho scritto, ma non mi piace. Perché ho scelto di pubblicare proprio quelle? Ecco che torna il mio essere eterno insoddisfatto. Poi entra mio padre in camera con le lacrime agli occhi e dice che sono belle e dovrei continuare a scrivere. Forse così schifo allora non fanno…
Se siete interessati al libro, si può trovare su amazon, questo è il link: http://www.amazon.it/Viaggi-di-Versi-7-ebook/dp/B00CO9R45O
P.s. Non lo dico per guadagnarci perché tanto a me non arriva un euro, ma pazienza oggi sono contento lo stesso. 🙂
Saluto a Franca Rame
Oggi si è spenta Franca Rame, la salutiamo così con un estratto della sua lettera d’amore a Dario Fo, dove parla anche della sua idea della morte che aveva da piccola: Leggi il resto di questa voce
Quello che vorrei…
Vorrei fare quello che non ho fatto mai…
Vorrei tornare dove tutto nacque e ballare con te,
prenderti le mani e girare in tondo fino a quando non ci gira la testa
e poi crollare sul divanetto bianco.
Da lì vorrei riascoltare la storia di come han fatto
quel bellissimo palazzo a gradoni
e mentre vedo la tua bocca raccontare
vorrei baciarti e poi riprenderti per mano
e correre fino al mare
toglierci i vestiti e buttarci in acqua,
schizzarti, fare la lotta,
vedere il riflesso della luna sui tuoi capelli bagnati
ma soprattutto vorrei amarti fino a quando le ultime stelle svaniscono nel nulla
e il sole inizia a scaldare i nostri corpi.

Buonanotte a tutti i cuori matti
E’ di poche ore fa la notizia della scomparsa di Little Tony e così lo omaggiamo con la sua canzone più famosa, che tra l’altro stasera è pienamente a tema. Riposa in pace Antonio, sei stato un grande.
Il cuore matto che ti segue ancora
e giorno e notte pensa solo a te
e non riesco a fargli mai capire
che tu vuoi bene a un altro e non a me.
Il cuore matto, matto da legare
che crede ancora che tu pensi a me
non è convinto che sei andata via
che mi hai lasciato e non ritornerai!
Dimmi la verità, la verità
e forse capirà, capirà
perché la verità tu non l’ hai detta mai.
Il cuore matto che ti vuole bene
e ti perdona tutto quel che fai
ma prima o poi lo sai che guarirà
lo perderai, così lo perderai.
Dimmi la verità, la verità
e forse capirà, capirà
perché la verità tu non l’ hai detta mai.
Il cuore matto che ti vuole bene…
Il cuore matto, matto da legare…!
Chiamatemi pazzo, per me è un complimento
Ho pubblicato l’elogio alla follia e sto ascoltando una canzone che si intitola “Crazy”. Lo faccio probabilmente per sentirmi compreso o per vedere che c’è stato chi è impazzito come me. Forse era meglio pubblicare l’ Odi et amo di Catullo.
Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.
Odio e amo. Forse chiederai come sia possibile;
non so, ma è proprio così e mi tormento
Traduzione di S. Quasimodo
Si calzava a pennello anche questo, però non rendeva a pieno questo stato di confusione mentale, di pazzia.
Ti odio, ti detesto, come hai fatto ad abbandonarmi, a lasciarmi solo al mio destino. Come hai fatto a buttare via tutto quello che c’era e a non piegarti davanti a me in lacrime che ti chiedevo una seconda chance. Odio quelle motivazioni sterili. L’amore vince su tutto. Se mi avessi voluto bene non avresti fatto tutto questo. Quindi basta me ne frego, vado avanti non voglio più sapere nulla di lei, mai.
Ma mai mai? Magari le succede qualcosa e io nemmeno lo so, non mi sembra giusto non sentirla più. Chissà che sta facendo poi? Magari mi pensa, magari le manco e anche lei pensa che cazzo sto facendo io e se farò quello che ci siamo detti. Quelle cose per me insignificanti davanti al Dio dell’ Amore, ma utili nella vita terrena. Forse starà lavorando? Però boh non c’è mai al computer. Ecco sarà fuori con quello. Lo guarderà come faceva con me? Avrà quegli occhi? Quelli che brillavano con i cuoricini dentro? Lo bacerà come baciava me? O forse anche meglio? Oddio non voglio pensare altro, questo tarlo mi uccide. Devo fare cose, muovermi, mangio un’albicocca, fumo una sigaretta. Devo vivere senza pensare, vivere…a caso. Io che ho sempre passato il tempo a pensare, merda è impossibile… Ok ascolto un po’ di musica, ma la radio proprio questa canzone deve passare? L’abbiamo ascoltata insieme e poi il testo parla d’amore sembra proprio scritto per noi. Cazzo, radio di merda è ancora peggio di prima. Magari la sta sentendo anche lei mentre è nel letto con lui, tanto sono sicuro che è a letto con lui. Che merda la odio di nuovo, tanto sicuro ne trovo una mille volte meglio. Anzi forse l’ho già trovata. Ma boh cazzo me ne faccio di una meglio se poi passo la serata a pensare a lei? Ah è ufficiale sono diventato pazzo. Ma in fondo senza i pazzi quanto sarebbe noioso il mondo, non sono i pazzi stessi a rendere i “normali”, normali rispetto ai pazzi. Senza i pazzi i normali nemmeno esisterebbero. Almeno ditemi un grazie.
