Archivio dell'autore: Alessandro Vitali

I poeti lavorano di notte

I poeti lavorano di notte

I poeti lavorano di notte

quando il tempo non urge su di loro,         

quando tace il rumore della folla

e termina il linciaggio delle ore.

 

I poeti lavorano nel buio

come falchi notturni od usignoli

dal dolcissimo canto

e temono di offendere Iddio.

 

Ma i poeti, nel loro silenzio

fanno ben più rumore

di una dorata cupola di stelle.

Alda Merini

“Nessuno se ne va mai per sempre” dedicata a Piermario Morosini

Mi ricordo come se fosse stato ieri le immagini crude che mostravano Piermario Morosini crollare a terra allo stadio di Pescara e poi il suo corpo immobile, che non reagiva alle cure dei medici. E’ passato un anno da quel giorno e ancora stiamo aspettando il decreto per i defibrillatori in tutti i campi, ma siamo in Italia e conosciamo i tempi della burocrazia. Un anno dopo la tragedia il Pescara calcio ha intitolato il settore ospiti dello stadio Adriatico a Piermario Morosini, ma a colpirmi molto sono state le parole dei compagni di squadra del Livorno. “Il tuo sorriso è ancora dappertutto, la tua voglia di vivere nonostante tutto,  i tuoi occhi sempre pieni di gioia non se ne andranno così senza che nulla resti. Tutti riviviamo nella mente di chi ci ha voluto bene. Nessuno se ne va mai per sempre”.

La lettera dei compagni del Livorno:

http://video.gelocal.it/iltirreno/locale/ciao-moro-ci-hai-insegnato-a-vivere/12291/12595

Bologna vecchia signora dai fianchi un po’ molli

Buonanotte! Sono tornato ora da una serata con amici e malgrado le risate e il solito divertimento che lasciano queste serate ho un po’ di amaro in bocca per come vedo la mia città. Vivo a Bologna, la città in cui sono nato e fidatevi è una rarità trovare un bolognese nato a Bologna. La nostra città infatti è sempre stata piena di studenti provenienti da tutta e Italia e anche da tutta Europa grazie al progetto Erasmus. Questo è sempre stato un elemento fondamentale per la vivacità e la vita della città, che è ritenuta da molti una delle più attive di Italia. Purtroppo però negli ultimi anni la situazione a mio parere è peggiorata, ci sono molte meno iniziative e attività da fare, la città è meno viva ed è una brutta copia di quello che era. Chi non l’ha vissuta magari si può accontentare ed essere contento di quello che è, però io e i tanti che conosco che come me hanno visto la vera Bologna sanno che questa è solo una copia sbiadita. Non so se sia per la crisi o forse anche per il cambiamento della società, ma sempre più spesso sento il desiderio di espatriare. La città è sporca, gente che piscia ovunque, che urla, che prende a pugni le serrande dei negozi, gente che cerca di fregarti il portafogli nella via principale, gente che importuna le ragazze, gente che fa a botte… Forse questo è tutto normale in ogni città, ma non è la Bologna di cui mi ricordavo e di cui andavo fiero…

Aprile di Anna Frank

 

Aprile

“Prova anche tu,

una volta che ti senti solo

o infelice o triste,

a guardare fuori dalla soffitta

quando il tempo e’ cosi’ bello.

Non le case o i tetti, ma il cielo.

Finché potrai guardare

il cielo senza timori,

sarai sicuro 

di essere puro dentro

e tornerai 

ad essere Felice.”

Anna Frank

“Yellow Birds” di Kevin Powers

«La guerra provò a ucciderci in primavera. Quando l’erba tingeva di verde le pianure del Ninawa e il clima si faceva piú caldo, pattugliavamo le colline basse dietro città e cittadine. Superavamo le alture e ci spostavamo nell’erba alta mossi dalla fede, aprendoci sentieri con le mani come pionieri, tra la vegetazione spazzata dal vento. Mentre dormivamo, la guerra sfregava a terra le sue mille costole in preghiera. Quando arrancavamo, sfiniti, i suoi occhi erano bianchi e spalancati nel buio. Se noi mangiavamo, la guerra digiunava, nutrita dalle sue stesse privazioni. Faceva l’amore e procreava e si propagava col fuoco. Poi, in estate, la guerra provò a ucciderci mentre il calore prosciugava dei colori le pianure».

Il New York Times ha messo “Yellow Birds” nella lista dei dieci libri da leggere del 2012, inoltre Powers, veterano della guerra in Iraq, è ora candidato alla vittoria del premio Pulitzer. Il libro parla proprio della guerra in Iraq, ma lo fa con un tono incredibilmente poetico, come avrete potuto notare dall’estratto che abbiamo pubblicato sopra. L’umanità può sopravvivere alla guerra? E dopo la guerra, quando togli l’uniforme, che cosa resta?

Ogni giorno è la festa della donna

Buonanotte! Questa notte voglio regalare il mio saluto a tutte le donne. Si anche se non è l’otto marzo, ma la notte dell’undici aprile penso che se lo meritino lo stesso… Io amo le donne, uno dei più grandi misteri della terra, affascinanti, sorprendenti, infinite. Se esistesse un mondo senza donne chiederei la condanna a morte immediata. E a proposito di condanne e di donne volevo commentare con voi la sentenza per lo stupratore seriale di Milano, un egiziano di 29 anni che ha stuprato 22 donne e malgrado la richiesta dell’accusa di una condanna di 122 anni, ne ha presi 20 (il massimo in Italia col rito abbreviato). Si è parlato di sentenza esemplare e si è detto che la giustizia italiana ha dato un messaggio forte, io personalmente invece penso che sarebbe giusto l’ergastolo per una persona così. Ha rovinato la vita di 22 donne che probabilmente resteranno segnate a vita da questa cosa e lui a 49 anni o probabilmente anche prima sarà  un uomo libero e magari tornerà a farlo o comunque non penso che resterà molto segnato dai sensi di colpa visto che è un crimine che ha commesso 22 volte. Praticamente in media non resterà in carcere nemmeno un anno per ogni sua vittima e per noi questa è una sentenza esemplare… E’ vero che ce ne sono state molte peggiori e che ci sono molti colpevoli che nemmeno sono in carcere però anche questa condanna non mi soddisfa a pieno. Un’altra storia che mi lascia basito sempre sulla violenza nei confronti delle donne e che però questa volta, per fortuna, non riguarda il nostro paese è quella di Oscar Pistorius, che dopo aver sparato alla sua ragazza, ha pagato e adesso è fuori dal carcere a fare le sue corsette di allenamento. Della serie la legge è uguale per tutti… Mia madre mi ha sempre insegnato che le donne non si toccano nemmeno con un fiore e penso sia uno dei principi fondamentali della vita e chi lo infrange non è un vero uomo, ma una nullità.

Veleggio come un’ombra

Veleggio come un’ombra

Veleggio come un’ombra
nel sonno del giorno
e senza sapere
mi riconosco come tanti
schierata su un altare
per essere mangiata da chissà chi.
Io penso che l’inferno
sia illuminato di queste stesse
strane lampadine.
Vogliono cibarsi della mia pena
perché la loro forse
non s’addormenta mai.

Alda Merini

Il cuore che ride

Il cuore che ride
La tua vita è la tua vita.
Non lasciare che le batoste la sbattano nella cantina dell’arrendevolezza.
Stai in guardia.
Ci sono delle uscite.
Da qualche parte c’è luce.
Forse non sarà una gran luce ma la vince sulle tenebre.
Stai in guardia.
Gli dei ti offriranno delle occasioni.
Riconoscile, afferrale.
Non puoi sconfiggere la morte ma puoi sconfiggere la morte in vita, qualche volta.
E più impari a farlo di frequente, più luce ci sarà.
La tua vita è la tua vita.
Sappilo finché ce l’hai.
Tu sei meraviglioso gli dei aspettano di compiacersi in te.
Charles Bukowski

Sogno

Sogno

Per un attimo fui nel mio villaggio,
nella mia casa. Nulla era mutato.
Stanco tornavo, come da un viaggio;
stanco al mio padre, ai morti, ero tornato.
Sentivo una gran gioia, una gran pena;
una dolcezza ed un’angoscia muta.
– Mamma? – E’ là che ti scalda un pò di cena. –
Povera mamma! e lei, non l’ho veduta.

Giovanni Pascoli

 

Il profumo dei libri

Buonanotte! Oggi ho comprato un libro che mi ha consigliato un’amica. Mi piace farmi consigliare i libri perché impari qualcosa in più della persona che te lo ha consigliato e poi finora nessuno mi ha mai consigliato male. (Anche voi lettori se volete darmi qualche suggerimento è ben accetto). Insomma mi aggiravo per il centro con questo tomo in mano e ho notato che tutti mi guardavano male, mi fissavano il libro come se avessi in mano una scimitarra, capisco che sia bello grosso, ma con un libro non è mai morto nessuno. Per passare inosservato ho dovuto metterlo dentro la mia tracolla e così la gente ha iniziato a guardare altrove. Forse mi guardavano basiti perché ormai non legge più nessuno e avere un libro in mano è un po’ come guardare una videocassetta o ascoltare musica col walkman, insomma è fuori moda. A questo riguardo sto pensando di modernizzarmi anche io, pur continuando a leggere ovviamente, e mi stuzzica l’idea di comprarmi un lettore di e-book. Il fatto di poter avere mille libri con me, potermi fare appunti senza rovinarli, avere testi che sono disponibili solo in formato e-book e anche i prezzi più modici mi invogliano a comprare questo strumento tecnologico infernale. Però d’altra parte non saprò come vivere senza il profumo dei libri, senza poterli sfogliare avidamente e senza fare l’orecchietta per tenere il punto quando manca il segnalibro. Sarà una scelta difficile…