Archivio dell'autore: Alessandro Vitali
“Se” di Kipling
Se
Se saprai conservare la testa, quando intorno a te
tutti perderanno la loro e te ne faranno una colpa;
se crederai in te stesso quando tutti dubiteranno,
ma saprai capire il loro dubbio;
se saprai aspettare senza stancarti nell’attesa,
ed essere calunniato senza calunniare;
o essere odiato senza dare tu sfogo all’odio,
e non apparir troppo bello, né dire cose troppo sagge;
se saprai sognare senza fare del sogno il tuo padrone;
se saprai pensare senza fare del pensiero il tuo fine;
se saprai incontrare il trionfo ed il disastro
e trattare questi due impostori nello stesso modo;
se saprai sopportare di sentire le tue parole giuste
falsate da furfanti per ingannare gli sciocchi;
o vedere le cose per cui hai dato la vita spezzate,
e curvarti e ricostruirle con logori utensili;
se saprai fare un mucchio di tutte le tue vincite
e rischiarle in un giro di testa e croce;
e perdere e ricominciare da capo
senza fiatare sulle tue perdite;
se saprai forzare il tuo cuore, i nervi e i tendini
per assecondare il tuo valore, anche quando essi sono consumati;
e così resistere, quando non c’è più niente in te,
tranne che la volontà che dice loro: “tenete duro!”;
se saprai parlare alle folle e mantenerti virtuoso,
passeggiare con i re e non perdere la semplicità;
se né i nemici, né gli amici potranno offenderti,
se tutti conteranno, ma nessuno troppo;
se saprai riempire il minuto inesorabile,
dando valore ad ognuno di quei sessanta secondi;
tuo sarà il mondo e tutto ciò che esso contiene,
e, ciò che più conta, tu sarai un Uomo, figlio mio.
Rudyard Kipling
Ho sceso, dandoti il braccio

Ho sceso, dandoti il braccio
Ho sceso, dandoti il braccio,
almeno un milione di scale
E ora che non ci sei è il vuoto
ad ogni gradino.
Anche così è stato breve
il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora,
né più mi occorrono
Le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale
dandoti il braccio
Non già perché con quattr’occhi
forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo
che di noi due
Le sole vere pupille,
sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
Eugenio Montale
Contro la discriminazione mediatica
Buonanotte! Purtroppo anche oggi mi tocca parlare di una disgrazia e così dopo la notizia della bomba di ieri, oggi voglio trattare il terremoto in Iran con lo stesso rispetto che si riserva ai cittadini americani. Sul terremoto in sé non c’è molto da dire oltre che sono terribilmente dispiaciuto che i cittadini dell’Iran debbano patire questa catastrofe naturale. Da quando c’è stato il terremoto in Emilia so un po’ meglio cosa si prova e vi posso assicurare che non è bella quella totale impotenza dinanzi alla forza della natura. Tuttavia quello che più mi preme discutere è come i giornali decidono la loro agenda (setting) nel presentare le notizie. L’informazione dovrebbe essere libera, paritaria e senza discriminazioni, ma i media invece ci sottolineano ogni giorno come sia più importante parlare di tre morti negli Stati Uniti che cento in Iran, perché in fondo dell’Iran non gliene importa a nessuno. Sono troppo poveri, non meritano tanta attenzione e così si fa un titolo in quinta pagina il primo giorno, poi in decima il secondo e poi fuori dall’agenda. Visto che già quando veniamo al mondo non nasciamo tutti uguali, mi piacerebbe solamente che si parlasse almeno di tutto il mondo in egual misura e dando la stessa importanza a tutti gli esseri umani, che sono uguali a prescindere dal loro paese di nascita e dal loro status sociale.
Il signore degli orfani

Il signore degli orfani
Ieri è stato assegnato il premio Pulitzer per la narrativa e già questa è una notizia dopo che l’anno scorso il premio non era stato consegnato a nessuno. A vincere l’ambitissimo premio è stato Adam Johnson con il libro “Il Signore degli orfani”. Il libro è ambientato in Nord Corea e racconta la storia di Pak Jun Do, figlio di unacantante rapita e portata a Pyongyang per allettare i potenti della capitale, e di un padre influente, direttore di un orfanatrofio. Attraverso Jun Do il lettore comincia un percorso senza ritorno attraverso le stanze segrete della dittatura più misteriosa del pianeta. “Umile cittadino della più grande nazione del mondo”, il ragazzo diventa un rapitore professionista, costretto a destreggiarsi tra regole instabili, arbitraria violenza e richieste sconcertanti da parte dei suoi superiori per sopravvivere. L’amore per Sun Moon, attrice leggendaria, lo porterà a prendere in mano la sua vita, con un sorprendente colpo di scena.
“Il signore degli orfani” è un romanzo storico dei nostri tempi, ma allo stesso tempo è un romanzo d’avventura e una storia d’amore, un mix che è valso il Premio Pulitzer ad Adam Johnson.
Ho dipinto la pace

HO DIPINTO LA PACE
Avevo una scatola di colori
Brillanti, decisi, vivi.
Avevo una scatola di colori
Alcuni caldi, altri molto freddi.
Non avevo il rosso per il sangue dei feriti.
Non avevo il nero per il pianto degli orfani.
Non avevo il bianco per le mani e il volto dei morti.
Non avevo il giallo per la sabbia ardente.
Ma avevo l’arancio per la gioia della vita,
e il verde per i germogli e i nidi,
e il celeste dei chiari cieli splendenti,
e il rosa per il sogno e il riposo.
Mi sono seduta ed ho dipinto la pace.
TALI SOREK
Il più bello dei mari
Il più bello dei mari
Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l’ho ancora detto.
Nazim Hikmet
L’attentato di Boston
Buonanotte lettori! Devo dire che andare a letto con le immagini dell’attentato a Boston negli occhi certamente non coadiuverà il sonno. Vedere gente che in un giorno di festa perde la vita o rimane ferita senza alcun senso per un qualcosa di cui non hanno la minima colpa è veramente crudele. “Sicuramente riusciremo a trovare chi l’ha fatto e perché l’ha fatto”. Sono parole di Barack Obama dopo le bombe esplose alla maratona di Boston. Sono sicuro che un colpevole verrà trovato nei prossimi tre giorni e probabilmente sarà ricondotto a un qualcosa di più grande, probabilmente un’organizzazione terroristica. Spero solo che questo attentato non sia la leva per cominciare un’altra guerra, usare un po’ di armi, far girare un po’ l’economia e uccidere tante persone innocenti (da una parte e dall’altra), come è successo in Afghanistan. Alla fine quelli che ci rimettono sempre sono le persone comuni, usate come pedine in una partita a scacchi tra i pochi potenti del mondo.
Intanto è apparsa una foto con un uomo che tranquillamente passeggia sui tetti (in alto a sinistra nella foto) nel momento dell’esplosione degli ordigni. Una strana coincidenza…

Le farfalle di Pablo Neruda

Pablo Neruda
Il giro del mondo di Agatha Christie
“Desideravo ardentemente
vedere il mondo, e non credevo
che sarebbe mai successo davvero.
Girare il mondo fu una delle cose
più straordinarie che mi siano mai capitate”.
Agatha Christie

Per tutti gli amanti di Agatha Christie segnalo questo libro in uscita: “Il giro del mondo”. Il libro è una raccolta di lettere e fotografie di Agatha Christie, che ci presentano la più famosa giallista al mondo sotto una luce diversa. Curato dal nipote della scrittrice il romanzo parla di un viaggio attraverso tutto l’impero britannico che la scrittrice intraprese nel 1922, dal Sud Africa all’Australia, fino a Nuova Zelanda, Hawaii e Canada. Durante quei dieci mesi Agatha scriveva settimanalmente alla madre e alla figlia, raccontando di quei mondi esotici, delle persone che incontrava e di sé stessa. In questo libro scoprirete un Agatha Christie in costume a fare surf o soffrire delle ustioni di Honolulu, una lettura interessante per gli appassionati della scrittrice inglese.
Buonanotte ai miei lettori
Buonanotte! “Pensino ora i miei venticinque lettori che impressione dovesse fare sull’animo del poveretto, quello che s’è raccontato”. Se perfino il Manzoni nel primo capitolo de “I Promessi Sposi” aveva parlato direttamente ai suoi lettori, mi sembra doveroso dedicare almeno questa buonanotte e questo post, che è il numero cinquanta del mio blog, a tutti i miei lettori. Perché si è vero che noi scrittori lo facciamo molto per piacere personale, ma in fondo siamo degli esseri vanitosi e i complimenti e le critiche dei lettori ci servono, sono il nostro pane quotidiano. Uno scrittore senza i propri lettori non è nulla e quindi ringrazio tutti quelli che spendono cinque minuti del loro tempo per leggere e commentare quello che scrivo. Inoltre grazie al blog e alla pagina facebook ho scoperto che ci sono tante persone come me che amano scrivere, leggere e condividere i pensieri quotidiani; quindi grazie come scrittore e anche come uomo per farmi sentire in buona compagnia. Un abbraccio a tutti.