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Contro la discriminazione mediatica

Buonanotte! Purtroppo anche oggi mi tocca parlare di una disgrazia e così dopo la notizia della bomba di ieri, oggi voglio trattare il terremoto in Iran con lo stesso rispetto che si riserva ai cittadini americani. Sul terremoto in sé non c’è molto da dire oltre che sono terribilmente dispiaciuto che i cittadini dell’Iran debbano patire questa catastrofe naturale. Da quando c’è stato il terremoto in Emilia so un po’ meglio cosa si prova e vi posso assicurare che non è bella quella totale impotenza dinanzi alla forza della natura. Tuttavia quello che più mi preme discutere è come i giornali decidono la loro agenda (setting) nel presentare le notizie. L’informazione dovrebbe essere libera, paritaria e senza discriminazioni, ma i media invece ci sottolineano ogni giorno come sia più importante parlare di tre morti negli Stati Uniti che cento in Iran, perché in fondo dell’Iran non gliene importa a nessuno. Sono troppo poveri, non meritano tanta attenzione e così si fa un titolo in quinta pagina il primo giorno, poi in decima il secondo e poi fuori dall’agenda. Visto che già quando veniamo al mondo non nasciamo tutti uguali, mi piacerebbe solamente che si parlasse almeno di tutto il mondo in egual misura e dando la stessa importanza a tutti gli esseri umani, che sono uguali a prescindere dal loro paese di nascita e dal loro status sociale.

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