L’eleganza del riccio

eleganza del riccio

L’eleganza del riccio è la storia di Renée Michel, la portinaia di un condominio di Parigi abitato da gente nobile e spesso snob. Renée però va contro tutti i cliché che si hanno sulle portinaie ed invece è una donna molto colta, intelligente e simpatica, che però maschera tutto questo per non essere scoperta dai condomini. La co-protagonista del romanzo è l’adolescente  Paloma Josse, figlia di un Ministro della Repubblica, che odia tutta la sua famiglia per la loro superficialità e stupidità. Le due si incontrano e subito nasce una complicità  e un rapporto quasi da madre e figlia. Nello sfondo si muove l’interessante figura di Kakuro Ozu, un giapponese che porterà lo scompiglio nel condominio.

“Madame Michel ha l’eleganza del riccio: fuori è protetta da aculei, una vera e propria fortezza, ma ho il sospetto che dentro sia semplice e raffinata come i ricci, animaletti fintamente indolenti, risolutamente solitari e terribilmente eleganti”.

Voto: 4

Giudizio personale: Ho letto questo libro convinto dai tanti pareri positivi che avevo trovato, ma come avrete capito dal mio voto non sono per nulla d’accordo con la valutazione che ne viene data. Probabilmente la colpa è mia che non sono riuscito a carpire la bellezza di questo libro, d’altronde sono uno che preferisce dei cubetti di mortadella a delle ostriche quindi come posso cogliere le sfumature di quest’autrice francese.  Durante la lettura di questo libro ho avuto il blocco del lettore, spesso ho avuto la tentazione di mollare, annoiato come non mai dalla mancanza di fatti nella trama di questo romanzo, che più che un romanzo è un trattato filosofico dell’autrice. A dir la tutta però non è nemmeno un trattato filosofico perché l’autrice non cerca di dimostrare nulla, ma vuole solo mostrare quanto è colta lanciando qua e là aneddoti inutili (credo che l’autrice si riveda molto nella noiosa portinaia). Inoltre i personaggi sono tutti troppo esagerati: la portinaia è un genio che riassume tutte le qualità, come Paloma e Monsieur Ozu, mentre tutti gli altri protagonisti sono stupidi e superficiali. Il finale dà un minimo di senso alla storia ed è l’unico momento non banale del romanzo, ma tuttavia non basta a rivalutarlo. Un libro saccente e noioso come la sua protagonista.

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Informazioni su Alessandro Vitali

Mi piace scrivere e il sogno della mia vita è quello di poter vivere facendolo...

Pubblicato il febbraio 6, 2014, in Libri con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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