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La grande bellezza, un film da Oscar

Lo so che arrivo con colpevole ritardo, ma in fondo sono il Bianconiglio e come tutti sappiamo il Bianconiglio è sempre in ritardo. Dopo la consegna dell’Oscar, pur essendo ormai annunciato da tempo come vincitore, in Italia si è scatenata la mania de “La Grande Bellezza”, con il pubblico che si è diviso e i giornalisti che hanno visto nel film segnali di una ripresa che non c’è. Ebbene quasi due mesi dopo la grande disputa ho deciso di guardare finalmente anche io la grande bellezza e non potevo non dire la mia a riguardo. Su Internet avevo letto di tutto, in molti facevano facili ironie cambiando il titolo in “la grande lentezza” o “la grande schifezza”. Dopo aver visto il film posso confermare un’ipotesi che avevo da tempo, ovvero che la maggior parte della popolazione italiana non capisce un cazzo. Pur non essendo un critico di cinema credo di poter dire che, superati i primi 15 minuti che lasciano un po’ interdetto lo spettatore, il film sia brioso, entusiasmante e soprattutto faccia molto riflettere. Tony Servillo è super e Jep Gambardella (il personaggio che interpreta) è costruito alla perfezione. La sceneggiatura è super, così come la colonna sonora e il montaggio,

Poi tutto questo ambientato a Roma, la città più bella del mondo, ripresa nel miglior modo possibile dal regista. ‘La Grande Bellezza’ non è però una cartolina o un film vuoto, è un film che ci lascia perplessi e ci fa riflettere su come stiamo passando la nostra vita. Perchèéin fondo come dice Jep: «Siamo tutti sull’orlo della disperazione, non abbiamo altro rimedio che farci compagnia, prenderci un po’ in giro».

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